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venerdì 8 gennaio 2016

Il quaderno di Maya

 

Ennesimo capolavoro della scrittrice Isabelle Allende, edito da Feltrinelli nel 2011 e tradotto da Elena Liverani.

Isabelle Allende è una scrittrice affermata e ritenuta una tra le più importanti voci della narrativa contemporanea in lingua spagnola.
Tra le sue opere ricordiamo:  La casa degli spiriti (1982), Paula (1995), La figlia della fortuna (1999), Il mio paese inventato (2003), Amore (2013) e molti altri.
La Allende è nata a Lima in Perù, ma fino al 1973 è vissuta in terra cilena svolgendo il lavoro di giornalista. Con il golpe di Pinochet la Allende si è dapprima recata in Venezuela per poi arrivare a stabilirsi negli Stati Uniti.

“Il quaderno di Maya” racconta dell’adolescente Maya  che, a causa della morte dell’adorato nonno, conduce una  vita degradante (nella Las Vegas più nascosta)  tra alcool e droga e brutte compagnie.
Grazie alla nonna che l’ha cresciuta, si ritrova a trascorrere un lungo periodo di “disintossicazione” nell’arcipelago incontaminato di Chiloè nel Sud del Cile. A Chiloè verrà accolta  da valori saldi, da una vita semplice e spartana, tramonti mozzafiato e profondo rispetto per se, per gli altri e per la vita.
In questa terra magica, Maya riscopre le sue origini, ritrova se stessa e impara ad amare.

La Allende ancora una volta racconta nel suo romanzo la vita di una donna coraggiosa in cui con delicatezza e uno stile narrativo semplice ed incalzante, sa parlare di relazioni umane fatte di amicizie solide, amori adolescenziali ed amori duraturi al passare del tempo.

Un racconto dove passato e presente si intrecciano e tracciano la rotta per un futuro nuovo e tutto da scrivere.


Buona lettura!
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