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venerdì 5 febbraio 2016

IN EQUILIBRIO LUNGO IL CONFINE –Viaggio in Thailandia – parte 11 IL TALENTO SOCIALE… QUESTO SCONOSCIUTO! -1-

                                                                     “Solo la consapevolezza può rivoluzionare la tua vita!”



Questo sarà un piccolo percorso a ritroso per parlare non solo del bello del viaggio, ma anche delle paure, delle difficoltà e degli errori che ho commesso per ingenuità ed inesperienza.

La partenza nasconde sempre in sé timore ed entusiasmo, adrenalina e anche molti “se”…ma sono partita, zaino in spalla forte delle mie convinzioni e capacità, credendo che bastasse saper comunicare anche solo in modo non verbale per farsi comprendere da chi parla linguaggi diversi, forte del mio aver lavorato per anni in ambito socio-educativo…sapendo solo pochi ed incerti termini in inglese e credendo che sarebbe stato semplice adattarsi ed essere flessibile nelle varie situazioni…forte del fatto che “io ero l’occidentale che andava a fare del bene a chi era meno fortunato”.

Già…che idiota!

Sono partita sentendomi una volpe che crede di saper fare tutto...a parole ,o quasi, e son dovuta andare fino in Thailandia per prendere consapevolezza che non avevo fatto i conti con una miriade di cose che riconducevano tutte a me stessa, al mio essere, alle mie insicurezze, alla grande barriera che crea il non poter comunicare verbalmente con tutte le conseguenze che si trascina dietro un "handicap" linguistico ed adattivo.

Mi chiusi a riccio per un paio di mesi abbondanti senza riuscire a fare nulla e restando per gran parte di quei giorni con le gambe penzoloni e lo sguardo perso…non trovavo la chiave per uscire da quella sensazione di profondo sconforto e di terrore che mi bloccava…ambiente nuovo, cultura, usi e costumi agli antipodi da quello a cui ero abituata…mi sentii improvvisamente nuda e fragile, impaurita e piccola di fronte a questa diversità che faticavo ad accettare e soprattutto che rifiutavo di comprendere.
Bloccata, chiusa come se proteggermi fosse la sola via d’uscita e di sopravvivenza.

Ho imparato di più in quell'occasione che non nel lungo percorso scolastico in cui mi è stato insegnato a leggere, scrivere, far di conto e sapere un sacco di cose sulla storia passata del mondo , ma senza avere qualcuno che m’insegnasse a vivere!

Certo si “impara” a vivere solo facendo esperienza, ma sono convinta che se qualcuno ci parlasse della vita, di come gestire emozioni e sentimenti, di come va il mondo, di sicuro arriveremmo meno impreparati di fronte a questo concetto immenso e sconosciuto che chiamiamo “percorso di vita”.
Ma non voglio divagare…come non mi soffermo a spiegare come sono uscita da quel buio momento di chiusura e rifiuto.

Il talento sociale!
Ho capito questo termine proprio in quel periodo di buio e chiusura in terra straniera.
Nessun corso di volontariato e nessuna formazione specifica sul luogo in cui mi stavo recando,o meglio, sì delle indicazione mi vennero date dalla presidente dell’associazione, ma io non le tenni in considerazione all’inizio, sempre per colpa del credermi forte delle mie esperienze e conoscenze e  certa di saper essere flessibile in ogni situazione.

Oggi sono ancora qui, cambiata e con una consapevolezza diversa, e sono convinta che un motivo forte c’è che mi ha spinto a compiere quel salto nel vuoto 4 anni or sono.

L’esperienza di “volontariato” in Thailandia, mi sta permettendo di aggiungere sempre nuovi tasselli a quello che Severgnini definisce “talento sociale” nel suo libro “La vita è un viaggio”.

Continua…



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