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venerdì 12 febbraio 2016

IN EQUILIBRIO LUNGO IL CONFINE –Viaggio in Thailandia – parte 12 IL TALENTO SOCIALE… QUESTO SCONOSCIUTO! -2-

                              

Il talento sociale, per me, è un altro modo per definire la parola “volontariato”.
Sapersi sintonizzare sugli altri è la capacità fondamentale del talento sociale.
Capacità che va intesa come agire con gli altri, saper leggere chi ci sta di fronte ma anche le attitudini e le abitudini di chi ci sta innanzi, saper osservare l’ambiente in cui ci immergiamo e il clima emotivo che si crea attorno a noi e dentro di noi.
Il talento sociale per definirlo come direbbe Severgnini è “una forma di intelligenza emotiva che richiede attenzione ai dettagli, cuore e capacità”.
Semplificando ancora di più, il talento sociale è il servizio che si dona ad altri e si costruisce con gli altri. Spesso si mostra con un sorriso, oppure si nasconde dietro ad un silenzio travestendosi di pazienza ed ingegnosità.

Nella mia piccola esperienza di volontaria in ambito sia di solidarietà internazionale ma anche in realtà locali italiane, il talento sociale ha 5 caratteristiche senza le quali non potrebbe definirsi tale.

Affidabilità
Elasticità
Tempismo
Umiltà
Intelligenza Emotiva

1.Affidabilità. Essere volontari, avere quindi talento sociale, è un mix di costanza, servizio, affidabilità e tenacia, ma richiede anche una certa regolarità perché si sa che solo il metodo, il fare le cose con abitudine porta a dei risultati.
Sono proprio queste abitudini a divenire poi delle testimonianze vere e proprie, testimonianze di come il volontariato sia un percorso che richiede serietà, determinazione e una buona dose di affidabilità.
Non è sufficiente la bontà, occorre delicatezza, intuizione, calma e quella lucidità che rende davvero utili.

La mia personale esperienza mi ha proprio insegnato a coniugare questo frullato di abilità e attitudini per riuscire a svolgere al meglio il compito che richiede il talento sociale, compito che però non deve essere un’imposizione od una fatica che opprime, ma compito che dovrebbe sempre avere il gusto della meraviglia, della scoperta dell’altro e del suo mondo, delle necessità e delle capacità che si nascondono, spesso per timidezza, nell’altro a cui scegliamo consapevolmente di dedicare il nostro tempo.

Continua…
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