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venerdì 19 febbraio 2016

IN EQUILIBRIO LUNGO IL CONFINE –Viaggio in Thailandia – parte 13 IL TALENTO SOCIALE… QUESTO SCONOSCIUTO! -3-

                                                    “Quando vado in un posto, io divento quel posto” (Lucio Dalla)



2.Elasticità. Ecco la seconda caratteristica del talento sociale.

Elasticità è sinonimo di essere emotivamente autosufficienti guardando il mondo con quella curiosità che ci fa scoprire meraviglie impensate, che ci fa incontrare volti nuovi, che ci mette in relazione con l’altro.

L’elasticità è anche sinonimo di saper guardare e vedere la differenza come uno stimolo ad entrare davvero, in punta di piedi e con profonda leggerezza, in realtà che non ci appartengono ma che ci accolgono aprendosi a noi, facendoci scoprire una forma intelligente di mediazione e condivisione.

Saper essere elastici è il sapersi adattare e possedere quella generosità che porta a condividere parte delle nostre vite e delle nostre esperienze/conoscenze, e che ci insegna a recepire e fare nostre  le vite e le conoscenze di chi abbiamo di fronte, come fosse una sorta di scambio sul “chi siamo” e “da dove veniamo” e sul modo in cui viviamo.

Accettare le eccezioni ma conoscere le regole, ecco il succo dell’elasticità, considerando ogni luogo dove ci fermiamo come fosse un po’ quel focolare domestico che ben conosciamo e che non si finisce mai di apprezzare.



3.Tempismo. La terza caratteristica ha a che fare con il tempo.

Non è mai scontato il concetto di tempo perché è proprio il tempo che scandisce, in qualche modo, il nostro essere volontari.
Seguire ritmi diversi dai nostri e sapersi adattare a questi non è sempre facile e scontato, c’è bisogno di allenamento e voglia di mettersi in discussione, per questo è così importante saper essere elastici e flessibili, oltre che molto attenti rispetto ciò che ci sta attorno, ciò che ci viene proposto e quello che proponiamo.

Il tempismo ha a che vedere, anche, con il saper fare le cose al momento giusto o evitarle, se necessario.
La capacità di lasciare da parte il tempo inteso come spazio fisico scandito dal ticchettio dell’orologio e vivere una dimensione in cui il tempo è dato e segnato dai ritmi e dalle leggi della natura, questo aiuta ad entrare veramente in sintonia con le abitudini e le modalità dei vari paesi esteri in cui decidiamo di compiere la nostra esperienza di volontariato.

Ricordiamoci che il tempo, quello che si sceglie di vivere veramente, è il presente, il qui ed ora...impariamo a godere dell'istante presente perchè il passato ed il futuro non esistono se non per farci rimpiangere qualcosa o per farci preoccupare di qualcos'altro. Solo il presente ci fa godere appieno della nostra mission di volontari, dunque cerchiamo di non sprecare nessun attimo.

Il tempismo è una sorta di sfida che ci porta a capire se siamo in grado di mutare e cambiare quel tanto, o poco, che basta le nostre abitudini, o il nostro modo di pensare e vedere le cose, per integrarci veramente in qualunque luogo del mondo ci troviamo, con le persone con cui decidiamo di vivere il nostro essere persone e volontari.

Continua…



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