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lunedì 19 ottobre 2015

Práh, città misteriosa

Praga, una città che ad ogni angolo ha molto da raccontare. La capitale della Repubblica Ceca è ricca di storia e leggende che vi avvolgeranno l’anima.

E quindi perché non cominciare proprio con una leggenda?

Si narra che nel 730 Praga fu fondata dalla principessa Libuše, con la fama di veggente: “Come ci si inchina alla soglia di una casa in simil modo si inchineranno alla maestosità di questa città, Práh”, Praga (Práh) che in ceco vuol dire proprio soglia.

Un’atmosfera travolgente e magica è data soprattutto dalle strutture architettoniche gotico rinascimentali che compongono la città.

Una delle strutture più belle tanto da restarci senza fiato, è sicuramente la Cattedrale di San Vito, considerata una delle cattedrali gotiche più grandi d’Europa, si estende per circa 130 metri. Sul lato destro dell’impressionante ingresso principale, si trova l’ingresso originario, la Porta d’Oro (Zatlà Brana), un mosaico rappresentante l’adorazione del Cristo. (FOTO cattedrale)
La Cattedrale si trova all’interno della terza corte del castello di Praga (Pražský hrad), un mondo a parte, affascinante ed inaccessibile se visto in lontananza, seducente e coinvolgente percorrendolo. 





Parlando del castello è impossibile non nominare il rinomato scrittore praghese Franz Kafka, nato nei pressi di Città Vecchia (Staré Město). Per un periodo, alla ricerca di tranquillità, visse fra le mura del castello, in una piccola casa nei pressi di Vicolo d’oro. La sua ultima opera rimasta incompiuta si chiama per l’appunto “Il castello” e tratta dell’uomo che cerca costantemente d’integrarsi in una società che sembra invitarlo e respingerlo nel contempo, il tema è sicuramente scaturito dal suo amore e odio nei confronti del castello: «Non posso andar via», disse K., «sono venuto qui per restarci, e ci resterò». E con una contraddizione che non si diede la pena di spiegare, soggiunse quasi parlando a se stesso: «Che cosa avrebbe potuto attirarmi in questo paese così tetro se non il desiderio di rimanervi?».

Come omaggio allo scrittore nell’estate del 2005 viene aperto a Praga il “Kafka Museum” lungo il fiume Moldava (Vltava) nel quartiere catastale di Città Piccola (Malá Strana). La mostra presenta la maggior parte delle prime opere di Kafka, diari, manoscritti, fotografie e disegni che non sono mai stati esposti prima, inoltre la mostra si scinde in due fasi, Spazio Esistenziale e Topografia Immaginaria. Dalla prima fase si evince l’attaccamento di Kafka alla sua città natale e di come, questa magica città colma di misteri e ricca di storia, abbia dato vita alla sua persona stravagante. Nella seconda fase viene mostrata Praga con gli occhi di Kafka, cercando di rappresentare in pieno il suo punto di vista, nei suoi libri lui non cita mai i luoghi che descrive ma dopo un’attenta analisi da parte di studiosi si riconoscono alcuni luoghi come la cattedrale narrata nel “Processo”, altro non è che la maestosa Cattedrale di San Vito. La cosa più interessante è che Kafka crea un’architettura fantasmica che trascende dal realismo, e pur non nominandola, la topografia di Praga è sempre presente. 

Avrete sicuramente notato che prima ho nominato Città Piccola (Malá Strana) e Città Vecchia (Staré Město), Praga è divisa in quartieri catastali e questi sono fra i più famosi e visitati. Questi due quartieri sono uniti da Ponte Carlo, uno storico ponte in pietra che si erge sul fiume Moldava (Vltava), il quale scorre interamente nella Repubblica Ceca. 

La costruzione del ponte inizia nel 1357 per mano dell’architetto Petr Parlér su commissione di Carlo IV, Re di Boemia. Un piccola leggenda è legata alla costruzione di questo ponte, si vocifera che nella preparazione dell’impasto di malta vi furono aggiunti dei tuorli d’uovo per rendere il ponte più solido e che il Re fosse a completa disposizione, inviando all’architetto una grande quantità di uova.

Un’usanza legata a Ponte Carlo è quella di esprimere un desiderio posizionando la mano sinistra sulla croce con le cinque stelle, croce in onore di San Giovanni Nepomuceno, prete. La leggenda narra che il re ordinò la sua uccisione, gli fece mozzare la lingua e lo gettò nel fiume, perché non gli aveva voluto riferire la confessione della regina. Si dice che non appena il corpo del defunto cadde in acqua, apparirono cinque stelle e per questo divenute suo simbolo.

La ricchezza moderna di Ponte Carlo sono gli artisti di strada che rallegrano il percorso dei turisti: ritrattisti, musicisti, levitazione di monaci e molte altre persone bizzarre. 





L’atmosfera presente sul ponte è così ricca di speranza ed allegria, con mille persone che osservano il fiume ascoltando la musica degli artisti, ed altre mille a fare la fila per esprimere un desiderio. 

Un’altra coinvolgente sensazione ve la faranno provare i lucchetti dell’amore, si trovano a Kampa, un’isola sita sotto Ponte Carlo, dove scorre un piccolo canale d’acqua chiamato Čertovka che accoglie il mulino del Gran Maestro e subito dopo un piccolo ponte la cui ringhiera è decorata da migliaia di lucchetti messi dagli innamorati. 





In qualunque periodo dell’anno Praga è sempre ricca di turisti, e la piazza di Città Vecchia (Staroměstské náměstí) è sempre stracolma di visitatori. L’orologio astronomico è forse la metà più ambita per i turisti curiosi, la struttura di base della macchina persiste dal medioevo. È un meccanismo molto complesso che oltre a segnare l’ora, è munito di due lancette che rappresentano l’una un sole con una mano dorata e l’altra la luna, e ne indicano la posizione in cielo. Inoltre allo scoccare di ogni ora, dalle nove alle ventuno, c’è la processione degli apostoli, si innesca un meccanismo che mostra i dodici apostoli dalla finestra dell’orologio. Si crea sempre una gran folla di turisti allo scoccare di un’ora, armati di macchine fotografiche cercano di catturare la bellezza di questo orologio meraviglioso. 


Praga è sicuramente una città da non perdere per gli amanti della cultura, maggiormente per gli amanti dello scrittore, visitare la sua terra natia è sicuramente affascinante e aiuta a comprendere meglio i suoi scritti.



A cura di MON
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